Aquila del Torre si estende sul versante
Sud-Est della zona collinare di Savorgnano del Torre (Udine)
nel territorio di produzione "Colli Orientali del Friuli",
un'area di rara bellezza da sempre vocata alla coltivazione
della vite. Attiva già dai primi anni del secolo scorso,
Aquila del Torre è attualmente accorpata in un unico fondo
con una superficie complessiva di circa 84 ettari. L'area vitata si suddivide
in parcelle, ovvero in vigneti caratterizzati da un terreno, un microclima e da diverse
varietà di vite. Le caratteristiche distintive di ogni parcella
derivano tanto da fattori naturali ed ambientali quanto
dalle scelte agronomiche e di impostazione d'impianto decise
dal vignaiolo. All'interno della proprietà sono state definite 16 parcelle,
ognuna con proprie caratteristiche pedoclimatiche. Le parcelle
coltivate a vigneto sono immerse nel bosco di querce, castagni
e carpini e sono arricchite da una flora spontanea lussureggiante.
Partendo dalla parcella "San Roc", posta a 175 m s.l.m.,
si raggiunge la parcella "Maurin" a 330 m s.l.m. dalla quale
si può apprezzare il panorama agreste della pianura, fino
al castello di Udine. La disposizione dei vigneti sul pendio è caratterizzata
da un modulo a terrazze mono-filare per catturare i raggi
del sole e uniformare la maturazione delle uve.
Le parcelle Aquila del Torre sono denominate da termini
friulani legati alla storia e ad aneddoti di vita vissuta,
ne sono un esempio:
- Lis Muinis, le monache, fa riferimento ad un vecchio
convento dove le religiose trascorrevano i mesi estivi dedicandosi
ai ritiri spirituali;
- Balarin, il maschio del falco: in primavera si vedono
stormi di falchetti che dopo un rapido volo si librano e,
fermi in aria, dominano con lo sguardo i filari;
- Vît dai Maz, vigneto dei pazzi: così definito per la
sua caratteristica di estrema ripidità e difficoltà nella
cura della parcella;
- Buine Furtune è un augurio di buona fortuna per esorcizzare
gli eventi franosi che si possono verificare durante le
piogge.
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